PERCORSO CON QUOTE ALTIMETRICHE
Acerno (708), Ruderi Cartiera (555), Bivio con pesca sportiva (520), Ponte su confluenza Valle della Manca (466), Acqua Buona (441), Parco S. Michele (264), Ariano (Olevano s.T.) (219).
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NOTIZIE GENERALI
Il sentiero collega Acerno a Olevano sul Tusciano seguendo il corso del fiume Tusciano, uno dei principali corsi d'acqua dei Picentini, che nasce alle pendici del Polveracchio. Il sentiero ha numerosi punti di interesse storico e ambientale, tra cui citiamo i ruderi dell'antica cartiera amalfitana e le spettacolari gole del Tusciano, circondate da impressionanti pareti a picco.
L'attacco da Acerno è in corrispondenza di un ponticello all'ingresso del paese (lato Montecorvino).
Dal lato di Olevano, bisogna raggiungere la frazione Ariano (sede comunale) per la SP 29 e svoltare al terzo ingresso sulla destra se si proviene da Monticelli, o al primo a sinistra se si proviene da Salitto. Imboccata, così, la via Mazzini, si svolta alla prima a sinistra e si prosegue fino al termine della strada.
Acerno e Ariano sono entrambe servite da autobus SITA da Salerno.
DATI TECNICI
DISLIVELLO: Acerno - Bivio pesca sportiva (190 in discesa); Bivio pesca sportiva - Acqua Buona (40 in salita, 120 in discesa); Acqua Buona - Parco S. Michele (20 in salita, 200 in discesa); Parco S. Michele - Ariano (10 in salita, 50 in discesa)
DIFFICOLTA': E - Escursionistica
TEMPO DI PERCORRENZA: h 4,30 da Acerno ad Ariano. 5h da Ariano ad Acerno
LUNGHEZZA SENTIERO: 13,5 km
PRESENZA DI ACQUA: Il sentiero segue a breve distanza il corso del Tusciano (acqua non potabile) dai Ruderi della Cartiera fino al Bivio della Pesca Sportiva e poi dal ponte in prossimità della confluenza con la Valle della Manca all'Acqua Buona. Fontana al Parco S. Michele.
RACCORDO CON ALTRI SENTIERI: Nessuno
RACCORDO CON STRADE: Dal Bivio pesca sportiva si risale in 5 minuti alla SR ex SS164 per stradina asfaltata. Dall'altro lato, la stradina conduce alla pesca sportiva e, più avanti, si sovrappone al sentiero nel tratto dal ponte sulla Valle della Manca all'Acqua Buona.
PERCORRIBILITA' DEL SENTIERO:a piedi
COMUNI ATTRAVERSATI: Acerno (SA) - Campagna (SA) - Olevano sul Tusciano (SA)
PUNTI AVVISTAMENTO QUOTA: Punto panoramico a 10 minuti dall'Acqua Buona (quota 470); Ponte dell'Angelo (Quota 250)
PUNTI SOSTA: Ruderi Cartiera, Acqua Buona
AREE DI SOSTA: Parco S. Michele
IL PERCORSO
All'ingresso di Acerno, un ponticello sulla SR ex SS164 scavalca un viottolo che scende verso sud e che costituisce la prima parte del sentiero. Vi si accede alla destra del ponticello (per chi proviene da Acerno), scendendo poi subito a sinistra. Il viottolo si abbassa poi dolcemente verso destra, attraversando qualche proprietà privata e raggiungendo il corso del fiume Tusciano in corrispondenza dei ruderi di un'antica cartiera del XVII secolo (clicca qui), che testimonia il passato pre-industriale di Acerno. Oggi, di questa installazione, restano le murature in pietra.
Il sentiero prosegue lungo la strada, recentemente asfaltata, che costeggia la riva destra del fiume Tusciano. A dieci minuti dalla cartiera, si può notare un antico ponticello a schiena d'asino che consente di raggiungere la riva sinistra del Tusciano. In un'area poco lontana, è stata rinvenuta una zanna di mammuth.
Poco dopo, il sentiero lascia la strada asfaltata, che risale verso la strada Montecorvino - Acerno, per prendere una sterrata sulla sinistra. Questa attraversa il Tusciano con un ponticello in corrispondenza di un'ampia ansa del fiume e risale dal lato opposto fino a raggiungere una selletta. Da qui si prende un sentierino in leggera discesa che traversa a mezza costa un pendio boscoso. Dopo venti minuti si sbuca su un'altra stradina sterrata che scende fino ad un ampio prato, raggiunto dalla strada asfaltata proveniente dalla pesca sportiva in corrispondenza di un ponte (confluenza della Valle della Manca). Da qui si prosegue per la strada asfaltata per dieci minuti, costeggiando la riva sinistra del Tusciano. Sulla sinistra notiamo un altro ampio prato con la Casa Isca.
La strada termina alla presa dell'ENEL dell'Acqua Buona (2h15 dall'attacco), dove confluisce l'acqua proveniente dal Vallone dei Molari. Il sentiero prosegue oltrepassando un cancello per una sterrata che si alza sul pendio a sinistra del corso del Tusciano. In pochi minuti, si apre la vista sulle spettacolari gole del Tusciano, sovrastate a sinistra dalle pareti del M. S. Elmo e del Raione e a destra dalle Ripe di Pappalondo e del M. Castello.
La sterrata prosegue a mezza costa mentre la gola diventa sempre più angusta. Un primo dosso si aggira a destra per il vecchio sentiero, mentre un secondo dosso si scende direttamente. Immediatamente dopo, si lascia la sterrata e si prende a sinistra una traccia nel bosco che porta alla Presa S. Giacomo, costruzione facente parte dell'Acquedotto di Eboli. Da qui si segue la canaletta dell'acquedotto, che procede a mezza costa per circa venti minuti, con bella vista sulle Ripe di Pappalondo, che, per un gioco di prospettiva, appaiono come una superba guglia acuminata.
In corrispondenza di un bottino di presa, si scende verso destra per prendere la sterrata che scende dalla Grotta dell'Angelo. Da qui, dopo un tornante, si giunge al Parco S. Michele (3h30), tradizionale area di pic-nic. Si procede scegliendo il sentiero parallelo al corso del fiume in leggera discesa che porta al Ponte dell'Angelo. Questo ponte, scavalca il Tusciano con un'altezza di circa 30 metri consentendo una meravigliosa vista centrale delle gole a monte e a valle del ponte.
Sul versante opposto, si risale per pochi gradini fino a prendere un'altra canaletta dell'acquedotto, che prosegue a mezzacosta con bel panorama sulla famosa Grotta dell'Angelo, che si apre sulle pareti opposte, e altri scorci delle gole. Il sentiero affronta un breve passaggio stretto a picco sul fiume (ora ben protetto da staccionata) e sbuca su una stradina che attraversa un oliveto. Dopo altri venti minuti, la stradina comincia bruscamente a scendere verso la centrale di Ariano. Il nostro sentiero, invece, lascia la stradina per prendere una flebile traccia sulla destra. Si procede, quindi, a mezza costa, passando sotto la condotta forzata della centrale ed entrando finalmente in Ariano sopra le chiese di San Leone Magno e San Giacomo.