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PANORAMA - Nicola Zottoli PANORAMA - Cesare Zottoli Fotografo

Sentiero CAI 190

PERCORSO CON QUOTE ALTIMETRICHE
Innesto su 105 (890), Savina (1303), Selletta dopo quota 1383, M. Accellica Sud (1606), Varco del Paradiso (1500), M. Accellica Nord (1660)
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NOTIZIE GENERALI
Tra le cime dei Picentini, l'Accellica è certamente quella più impervia e affascinante, costituita da due crestoni con fianchi spioventi che si congiungono nell'aereo Varco del Paradiso. In questa forcella sorge la superba guglia del Ninno, la cima più difficile di tutti i Monti Picentini, che si lascia conquistare solo a prezzo di ore di cammino e impegnativi
passaggi alpinistici.
L'attraversamento del Varco del Paradiso con il collegamento tra le due cime dell'Accellica era un tempo appannaggio di pochi alpinisti disposti ad affrontare un'arrampicata d'altri tempi, tra rocce marce, pareti erbose e alberi. A partire dal 2006, il percorso è stato attrezzato dalla sezione CAI di Salerno con cavi d'acciaio ancorati a spit e fittoni.
È quindi percorribile in entrambi i sensi da un escursionista esperto dotato di attrezzatura per vie ferrate. Naturalmente, la variabilità delle condizioni in montagna impone sempre all'utente la massima prudenza nell'affidarsi alle attrezzature fisse e nel valutare la solidità delle rocce, con la raccomandazione di verificare che gli ancoraggi non siano stati danneggiati da cadute di pietre o altri eventi. In caso si riscontrino danni, è bene avvertire la sezione CAI di Salerno. Il sentiero attrezzato, dello sviluppo di circa 2 km, è stato dedicato a Francesco Raso, giovane socio della sezione CAI di Salerno scomparso nel 1996.
Naturalmente, chi non ama cimentarsi con tratti attrezzati, può tranquillamente fermarsi alla cima della Savina, satellite sulla cresta nord-orientale della Accellica Sud. Infatti, l'immagine del Varco del Paradiso da questa cima è ormai diventata uno dei simboli dei Monti Picentini: da sola, vale un'escursione.
Il punto di attacco si raggiunge in 15 minuti di cammino dalle Croci di Acerno utilizzando il sentiero 105.

DISLIVELLI
Innesto su 105 - Savina: 415m in salita
Savina - Selletta dopo quota 1383: 130m in salita, 50m in discesa.
Selletta dopo quota 1383 - Accellica Sud: 220m in salita
Accellica Sud - Varco del Paradiso: 100m in discesa
Varco del Paradiso - Accellica Nord: 160m in salita
Totale: 925m in salita, 150m in discesa
DIFFICOLTÀ: EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzatura per via ferrata
TEMPO DI PERCORRENZA: h 5,30 all'andata, h 5,00 al ritorno
LUNGHEZZA: 5,5 km
PRESENZA DI ACQUA: Stillicidio in una piccola grotta al Varco del Paradiso Est.
RACCORDI CON ALTRI SENTIERI: 105, 103, 104

DESCRIZIONE
Si lascia la sterrata percorsa dal sentiero 105 ad una curva a destra per una poco evidente traccia che risale una costola sulla destra. Si continua salendo faticosamente nel bosco alla meglio, superando anche una roccetta su una cresta. Poco dopo, si giunge sulla cima della Savina (h 1,20 dall'attacco). Questa propaggine dell'Accellica costituisce un privilegiato punto di osservazione sul Varco del Paradiso, al cui centro si erge il Ninno. Questa singolare guglia si mostra quanto mai ardita da questo suo fianco sopra i precipizi sul versante settentrionale dell'Accellica. Volgendosi a mezzogiorno, la placida conca di Acerno propone una conciliante armonia, quasi come una culla cinta a sinistra dalle Coste S. Donato e a destra dai pendii dell'Accellica. In effetti, la conca ha la forma di un triangolo isoscele di cui il valico delle Croci di Acerno costituisce il vertice.
La Savina è il punto di osservazione più vicino ad esso. Dalla Savina, si può anche studiare la cresta successiva che la congiunge all'Accellica e cercare di indovinare il passaggio tra le rocce che consente di superare la ripida scogliera che l'Accellica oppone da questo lato.
Proseguiamo, dunque, per la cresta non sempre agevole, mantenendoci più spesso sul lato sinistro che volge ad Acerno. Aggiriamo diverse piccole gobbette, tra cui la quota 1383. Poco prima di questa, si nota poco più in basso del sentiero un singolare arco naturale, o meglio una specie di tunnel nella roccia. Poco dopo, raggiungiamo una selletta, ultima stazione prima dell'erta finale (h 2,30 dall'attacco). Da questo punto, è possibile ripiegare rapidamente a valle verso il sentiero 105 per una traccia marcata con qualche bollo rosso. Per chi desidera affrontare la seconda parte del sentiero, è necessario indossare l'imbracatura, il set da ferrata e il casco.
La cresta diventa subito molto ripida e più impervia. Dopo circa 50m, si arriva alle prime rocce. Queste si aggirano sulla destra, dove si trova il cavo d'acciaio che consente di superare una paretina di terra di circa 10m (si consiglia di passare uno alla volta per evitare la caduta di pietre). Da qui un divertente canalino di roccia si supera in facile arrampicata.
Si prosegue seguendo il cavo tra alberelli sulla cresta sottile, si supera un altro piccolo gradino di roccia e si accede così ad una cresta più ampia dove termina il cavo d'acciaio. Si sale sul filo di cresta fino ad un ultimo scivolo erboso più ripido assicurato da cavo e si raggiunge la cima dell'Accellica Sud, con libro di vetta. Qui, il sentiero 103 consente di scendere facilmente per la cresta sud e il versante est per riprendere il 105 (prevedere 3 ore per tornare alle Croci di Acerno).
Per proseguire verso l'Accellica Nord, si torna indietro pochi passi sulla cresta verso nord. Lasciata alla nostra destra la diramazione della cresta della Savina, si continua a sinistra fino ad un primo passaggio attrezzato su un gradino roccioso. Si prosegue sul filo di cresta per altri 20m fino all'attacco del più lungo e impegnativo tratto attrezzato.
Si scende lungo una costola dapprima erbosa e poi rocciosa e affilata, con passaggi aerei entusiasmanti. Scesi ad un roccione, si scende in arrampicata (passaggio di II grado) ad un piccolo ballatoio. Da qui, il cavo lascia la costola per scendere sul pendio
erboso in versante sud. Un breve salto roccioso si scende aiutandosi con le rocce a sinistra (nel senso della discesa). Si traversa ancora verso sinistra e poi si scende più agevolmente tra alberi fino alla base della costola. Qui troviamo una piccola grotta, attrezzata a riparo di fortuna. Subito dopo, si sbuca al Varco del Paradiso, al cospetto della guglia del Ninno, che da questo lato oppone una parete verticale e inaccessibile di circa 35 metri.
In questo punto converge il "Tracciolino del Ninno" dai Piani di Giffoni, di cui si è accennato nella descrizione del sentiero 106B. Sul versante settentrionale, invece, il varco oppone un salto verticale insuperabile di circa 20 metri.
Dal varco, procedere in direzione del Ninno e abbassarsi sul versante meridionale, dove riprende il cavo d'acciaio. Questo porta all'attraversamento di un'esile cengetta in piena parete verticale, che costituisce un altro passaggio tra i più entusiasmanti del sentiero.
Oltre la cengia, si trova una traccia che contorna il Ninno fino al Varco ovest, che, essendo più basso di alcuni metri di quello est, rappresenta il Varco del Paradiso propriamente detto. In effetti, è possibile raggiungere questo punto anche risalendo il vallone sul versante settentrionale, che parte da Casa Marinari (vedi sentiero n. 104), anche se sono richieste abilità alpinistiche su alcuni passaggi su roccia proprio all'accesso sul varco. Menzioniamo anche la possibilità di aggiramento del Ninno per tracce su terreno ripido abbassandosi per il Tracciolino del Ninno per circa 60m e poi risalendo faticosamente.
Dal Varco ovest è possibile salire in cima al Ninno affrontando il ripido pendio erboso che oppone da questo lato. Anche questo pendio è assicurato da un cavo d'acciaio fino all'aguzza vetta, che rivaleggia con i più blasonati campanili delle Dolomiti.
Tornati al varco, non rimane che risalire la cresta che porta all'Accellica Nord. Si procede dapprima costeggiandola in versante sud, dove si ritrova il cavo d'acciaio che consente di superare dei più facili passaggi di roccia e ripidi pendii fino alla cima di uno sperone circa 80m più in alto. Qui terminano i tratti attrezzati e si procede sul filo di cresta, aggirando un piccolo salto di roccia in versante nord e poi procedendo per cresta sempre alquanto affilata fino in vetta. Anche l'Accellica Nord, punto culminante del massiccio, è dotata di libro di vetta. Da qui è possibile scendere per il sentiero 104 per la cresta ovest e il versante nord.

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