Il patrono di Acerno è San Donato, Vescovo d'Arezzo, confessore secondo il Martirologio gerominiano, mentre, secondo una Passio leggendaria fu martirizzato nel 362 da Quadraziano, Prefetto di Giuliano l'Apostata: è invocato per piogge in tempo di siccità e per guarigioni di malattie ostinate.
Si festeggia il 6,7 ed 8 agosto con le tipiche cerimonie patronali salernitane: luminarie, bancarelle di prodotti tipici locali, processione del santo, musica in piazza ed in chiusura fuochi d'artificio.
Programma 2010
6 agosto ore 9:00 Vie cittadine - Concerto "Città di Acerno" s'incontra con la città
6 agosto ore 11:00 Villa Comunale - Matinée musicale "Città di Acerno"
6 agosto ore 17:30 Piazze cittadine - Pomeriggio musicale "Città di Acerno"
6 agosto ore 21:00 Piazza V. Freda - Concerto "Città di Acerno"
7 agosto ore 9:00 Vie cittadine - Concerto "Città di Noicattaro" s'incontra con la città
7 agosto ore 11:00 Villa Comunale - Matinée musicale "Città di Noicattaro"
7 agosto ore 17:30 Piazza D'Aste - Invito alla processione
7 agosto ore 18:30 Piazza D'Aste - Processione e concelebrazione nella cattedrale di San Donato
7 agosto ore 21:00 Piazza V. Freda - Concerto "Città di Noicattaro"
7 agosto ore 24:00 Via Murge - Fuochi pirotecnici
8 agosto ore 21:00 - Piazza V. Freda - TULLIO DE PISCOPO in concerto
ALTRE INZIATIVE
6, 7 e 8 agosto Via Rimebranza - Fiera di San Donato
dal 1 al 10 agosto - Giostre ed attività ludiche per bambini
CONSIDERAZIONI SULLA FESTA (di Don Raffaele Cerrone presidente del comitato festa)
Ha destato sempre grande meraviglia e viva ammirazione, soprattutto nei forestieri, quel fenomeno quanto mai singolare dell'improvviso riempirsi, come per incanto, della piazza e delle strade adiacenti la Chiesa parrocchiale di una folla strabocchevole attorno alla statua del nostro Santo patrono San Donato per accompagnarlo in processione fino alla chiesa Cattedrale a Lui intitolata, nel giorno della Sua festa.
E' un momento quasi magico in cui un popolo intero, quasi mosso da una forza misteriosa che viene da lontano, si riunisce per rivivere gomito a gomito il proprio passato, i ricordi più cari, le emozioni più profonde, ma anche le tante delusioni, le pungenti amarezze e le non lievi frustrazioni per i troppi sogni svaniti.
Certamente questo fenomeno si ripeterà anche quest'anno, dandoci l'opportunità di riflettere sul fatto che non siamo più gli stessi di tanti anni fa, quando eravamo più poveri e disagiati ma contenti di stare insieme e ricchi di progetti per un futuro migliore. Per non pochi negli ultimi decenni il benessere è arrivato ma non ha portato felicità perché è stato considerato un bene assoluto, cioè senza alcun legame con i valori morali, civili e sociali, relegando all'ultimo posto l'educazione dei figli al bene e al bello; e procurando in tal modo danni irreparabili per le giovani generazioni, che crescono senza solidi punti di riferimento e in totale dipendenza di chi fornisce loro beni di consumo e di divertimento, e facili vitalizzi. Di conseguenza l'insicurezza e la paura regnano sovrane e spengono il sorriso, generando amarezza, rancore e solitudine.
Anche sulle strade del nostro Paese, un tempo sia in centro sia nei casali così animate di calore umano, circolano senza sosta solo auto e moto, evidenziando in modo estremamente chiaro che la vera causa dell'insicurezza è lo "spaesamento" , cioè il logorarsi dei legami sociali, la solitudine delle persone, la perdita di
"confidenza" col territorio pur sempre lussureggiante e ammaliante ma spesso devastato e sconvolto da bramosie di possesso senza limite. C'è anche chi, avendone la possibilità, cerca di evadere da questo clima asfittico trasferendosi nei paesi limitrofi, ma non fa altro che intrupparsi in quartieri dormitori privi di vita comunitaria e di occasioni per una seria promozione sociale e civile.
La festa di San Donato ci offre, ancora una volta, la possibilità di riflettere ed apprezzare quei contenuti che la nostra tradizione ci ha conservato e che possiamo, volendo, rinverdire.
Per rivitalizzare la nostra Fede, però, non basta qualche atto devozionale, ma "bisogna entrare in un processo profondamente esigente che ti cambia la vita". Non è facile, ma vale la pena almeno di tentare.