DOVE SI TROVA
Via Angiolilli
VISITE ed ORARI DI APERTURA
La chiesa non è visitabile all'interno a causa del sisma del 1980
DESCRIZIONE
Ecclesia Sanctae Mariae Montis Carmeli
La Chiesa fu voluta da Giovanni Celino detto Santella nel XVI secolo "aello casale delli Angelilli et proprie dove si dice Casa Curci, sotto il titolo di S. Maria del Carmine e quella dotò di messe tre la settimana".
Nel suo ultimo testamento il Santella elesse a erede universale dei suoi beni, compresa la Cappella, il Rev. Capitolo cattedrale di Acerno.
Nel 1614, però, il Vescovo Giovanni Serrano la trovò "fere dirutam et profanatam" e ne ordinò il restauro.
I fratelli Donato e Giovanni Curci si presentarono al Vescovo e offrirono la disponibilità della loro famiglia non solo per un radicale restauro della Cappella, ma anche per "ingrandirla et ampliarla". Inoltre si dissero disposti ad arricchirla delle immagini e delle suppellettili necessarie, dotandola, infine, di un'altra messa in aggiunta alle tre testate dal Santella. Da qui nacque una lunga controversia tra il Capitolo cattedrale che per testamento aveva ereditato il "diritto di patronato" della Chiesa e la famiglia Curci che chiedeva al Vescovo, in cambio delle sue generose disponibilità, l'assegnazione di tale "diritto" perché il Capitolo per troppi anni era stato tanto inadempiente dei suoi obblighi da causarne l'abbandono e il decadimento. Il Capitolo, tramite il suo Procuratore Can. Gerolamo Cerrone, il 19 Agosto 1639 rispose alle accuse di Donato Curci dicendo che la mancata celebrazione delle messe in detta Cappella non era dovuta a negligenza ma all'ottemperanza delle disposizioni "delli Ill.mi e Rev.mi Vescovi, et con bona ragione, perché in quelli tempi era tanto il strepito et romore principalmente per il passaggio delle bestie ... che il Sacerdote non poteva come se merita celebrare per il disturbo et rumore ut supra come semo informati dalli antichi; sicchè non è stato mai negligenza del Rev.mo Capitolo, ma per indecenzia et necessità per il grande strepito intollerabile, come anche al presente in parte si vede; et da quando esercita detta Cappella non ha mai mancato continuare la celebrazione delle messe lasciate da Joanne Celino alias Santella". Pertanto il Reverendo Capitolo non solo non intende rinunziare al " diritto di patronato (se il Vescovo lo riterrà opportuno), ma chiede a Donato Curci, in conformità di quanto stabilito dalla f. m. di Mons. Serrano, "che voglia dar conto di quello che gli perviene dalla cerca del lino ... et altro che ha fatto e recepito per anni in nome di detta Cappella acciochè il Rev. Capitolo possa quelli impegnare a spendere nelli opportuni bisogni della Cappella preditta et conforme sarà ordinato dal Reverendissimo Vescovo ... " . La vertenza si chiuse a favore del Capitolo cattedrale che conserverà "il diritto di patronato"; ma i problemi di restauro continuarono.
Nel 1800 alla Cappella viene annesso un "beneficio" "sub titulo Sancti Silvestri Papae donato dalla famiglia del Canonico Tesoriere Don Giuseppe Bassi, che nel 1851 risulta amministrato dal Diacono Biagio Bassi e in tempi più recenti (prima metà del '900) dal Can. Don Luigi Cerrone: consisteva nell'ampio orto adiacente la chiesa tra piazza Fiume, Via Roma e Via Juppa Vitale (oggi via A. Vivolo). Esso negli anni '60 fu venduto, permettendone l'urbanizzazione, per reperire risorse finanziarie che, insieme ad altri contributi, diedero vita alla costruzione del "Cinema Nuovo" sul terreno del " beneficio S. Cuore" per iniziativa del parroco del tempo Con. Don Andrea Vece. Intanto, negli anni a ridosso del 2° dopoguerra, la Cappella aveva avuto una vera e propria rinascita perché, oltre ad ospitare il Terz'ordine Carmelitano, divenne luogo di culto della Congrega del S. Rosario, che precedentemente aveva la propria sede in un'ampia e bella Cappella alla quale si accedeva attraverso una gradinata in comunicazione con la chiesa di S. Maria degli Angeli dalla parte destra della porta d'ingresso, i cui locali furono destinati a opere parrocchiali e successivamente sopraelevati con i proventi della vendita di una casa di proprietà del Capitolo sita in via Pizzi (oggi di proprietà di Donato Di Vece). In tal modo la vasta sacrestia della Cappella divenne un ambiente accogliente e ben arredato perché vi fu trasferito l'ampio coro ligneo già esistente nella Cappella del S. Rosario insieme con l'imponente struttura, sempre lignea, costruita per esporre alla venerazione dei fedeli le statue della Vergine del Rosario con quelle di S. Rocco e dell'Angelo Custode. La S. Messa domenicale era frequentata soprattutto dalle famiglie del quartiere, che provvedevano, a spese proprie, a fornire le sedie per tutti i componenti del rispettivo casato.
Nel 1971 i beni della Congrega del S. Rosario vennero trasferiti da Mons. Gaetano Pollio a questa Chiesa quasi come un risarcimento per quanto le era stato tolto.
Il sisma del 1980 ha reso inagibile anche questo luogo di culto ed è un vero peccato non aver ancora provveduto, dopo tanti anni, almeno ad un consolidamento delle strutture architettoniche che minacciano il crollo. Eppure il restauro di questa chiesa, oltre all'innegabile valore storico, potrebbe riqualificare sia urbanisticamente che socialmente un "Casale" molto antico che conserva ancora le tipiche caratteristiche dei secoli andati.
Don Raffaele Cerrone