DOVE SI TROVA
TOPPA DEL CASTELLO, raggiungibile seguendo il sentiero CAI 109A da Via Murge (Ponte di Aiello sulla strada per Campagna)
VISITE GUIDATE
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DESCRIZIONE
Chi voglia far ricerca, nell'ambito del salernitano, dei luoghi in cui i Longobardi tra il I e l'XI secolo si stanziarono, è difficile rinvenire riferimenti ad Acerno, ove pure vi era un loro castello e un'importante chiesa, la cattedrale, intitolata ai loro Arimanni, S. Donato di Arezzo appunto. La conferma di quanto asserito, ad abundantiam, chi scrive l'ha rilevata scorrendo pagine di questa "rivista", ove, nei numeri decorsi, parlando di itinerari turistico-culturali, nell'ambito del Salernitano, studiosi del settore non hanno fatto ad Acerno e al suo Castello alcun accenno. La cosa, comunque, non desta meraviglia, perché come da noi anticipato in precedenti "servizi", riportati nello stesso Saggio, l'esistenza di esso non era ben conosciuta neanche dagli stessi "indigeni". Siamo in grado , oggi, a seguito di una ricognizione effettuata da un'equipedell'Università della Calabria guidata dal prof.Alessandro Di Muro, di dare notizie di alcuni rilevamenti da essa effettuati, che, ne siamo certi, richiameranno l'attenzione degli studiosi. Del Castello in questione, sito su un'altissima "tempa" (1.199m s.l.m.), sono stati portati alla luce i ruderi, da cui è risultato che esso dovesse essere non solamente un luogo fortificato, ma anche un sito abitato, fornito di due accessi l'uno a ovest, l'altro a sud era anche ben fortificato, a protezione del primo vi erano, poi, due torri, la cui struttura rendeva improbabile qualsiasi tentativo di penetrazione nell'interno, mentre il secondo dell'ampiezza di circa un metro e mezzo era protetto da una torre a pianta triangolare e da una serie di caditoie. La superficiedell'estensione di circa 4 ha, circoscritta da naturali contrafforti di materiale calcareo o, in assenza di esso, da mura spesse anche due metri, presenta le vestigia di una ventina di fabbricati: il che induce a concludere che "quel monumento" non solo era un castello fortificato (=oppidum), ma qualcosa di più.Era una fara? Certo il Castello, secondo i rilievi fatti dal prof.Di Muro, daterebbe la sua origine all'inizio della conquista longobarda di quelle terre e doveva avere , per la sua posizione strategica, una funzione non solamente difensiva e di controllo come rilevasi dalla topografia della zona e dalla conoscenza della locale storia altomedievale facente riferimento a Conza, poi a Benevento e quindi a Salerno ma anche commerciale per la ricchezza dei boschi di faggio, dei pascoli, e per la presenza di materiale ferroso. Acerno è bene ricordarlo in epoca, in verità più recente XVII secolo, era celebrata per le sue famose ferriere, sorte grazie alla presenza di materiale ferroso esistente nelle sue montagne e, in particolare,in zona vicina al detto Castello. I ogni caso è fuor di discussione che il rudere ci induca a ritenere che il Castello era si una fortezza, ma "con funzioni abitative", che secondo l'equipe calabrese sarebbe stata realizzata intorno al VII secolo e avrebbe conosciuto il declino verso l'XI. Ma è la domanda che si pone il prof Di Muro quel Sichelmanno, abitante dell'oppidum di Acerno, di cui il Chronicon Salernitanum, non era per caso un abitante del Castello più che della Città? Acerno, infatti, né ieri né oggi, ha avuto mai mura, mentre è nel concetto di oppidum che sia luogo fortificato, ma anche recintato. Non osiamo spingerci oltre, giacchéciò ci porterebbe, tra le altre ipotesi, a quellasecondo cui il Castello sarebbe stato il primonucleo dell'attuale Acerno, rovesciando un piùche millenario convincimento. Chi scrive persegue da tempo un'ipotesi in parte coincidente; è però ancora alla ricerca di documentazione probante. Al momento prendiamo atto della realtà che è venuta alla luce in attesa che studi successivi possanomeglio precisare la validità delle ipotesipossibili, anche in relazione alla conoscenza dell'intera valle del Tusciano. Anche in questo campo si sa come si comincia, ma non sempre "ove si va a finire".
Don ANDREA CERRONE